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Tutele dei fotografi

I diritti di coloro che scattano le fotografie

L’opera fotografica e la semplice fotografia

Due diverse categorie di fotografie

La legge sul diritto d’autore italiano per la tutela delle fotografie prevede una distinzione che non è presente in buona parte degli altri ordinamenti; una distinzione raffinata e con una sua indiscutibile ratio ma che complica non poco la situazione aggiungendo un livello di incertezza interpretativa: mi riferisco alla tanto discussa distinzione tra opera fotografica e semplice fotografia.

opera fotografica

con carattere creativo
è tutelata da un pieno diritto d’autore, quindi:
  • coperta da diritti morali
  • durata: 70 anni dalla morte
In sostanza, secondo il diritto d’autore italiano la fotografia che denota carattere creativo deve essere considerata opera dell’ingegno a tutti gli effetti ed è quindi tutelata da un pieno diritto d’autore (quindi con la presenza dei cosiddetti diritti morali e con una durata di settant’anni dalla morte dell’autore per quanto riguarda i diritti di utilizzazione economica.
 

semplice fotografia

senza carattere creativo
è tutelata da un mero diritto connesso, quindi:
  • non coperta da diritti morali
  • durata: 20 anni dallo scatto
La fotografia che non denota carattere creativo, e che quindi ha unicamente un intento di documentazione, è tutelata solo da un diritto connesso, ben più limitato nella portata (la durata è di vent’anni dalla data dello scatto e non vi sono diritti morali.
La durata dei diritti d’autore in Austria
Per la normativa austriaca, invece, la durata della tutela dei diritti d’autore non prevede differenze a seconda del tipo di fotografia in questione.

Qual è la differenza tra opera fotografica creativa e semplice fotografia?

L’avvocato Simone Aliprandi di Pavia spiega le differenze previste dalla legislazione italiana per le due categorie di foto.
1:18 min.

 
Le norme italiane sulle semplici fotografie

Definizione
Per comprendere meglio questa distinzione dobbiamo richiamare il dettato dell’articolo 87, primo comma, legge 633/1941[1] che definisce appunto che cosa debba intendersi per “semplici fotografie”:

§ 87, comma 1, legge 633/1941

“Sono considerate fotografie ai fini dell’applicazione delle disposizioni di questo capo le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell’arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche”.
Eccezioni

§ 87, comma 2, legge 633/1941

Il secondo comma dell’articolo ci ricorda invece che non sono comprese in questa definizione (e quindi non sono soggette ad alcuna particolare protezione) le fotografie di scritti, documenti, carte di affari, oggetti materiali, disegni tecnici e prodotti simili; ne consegue che anche chi effettua semplici digitalizzazioni di scritti e documenti, poiché non apporta alcun plusvalore creativo né di documentazione, non può vantare alcun particolare diritto secondo la legge italiana (al contrario di quanto invece molti cercano di sostenere).
Negli articoli appena successivi al citato articolo 87 troviamo poi altre “eccezioni” e regole particolari per le fotografie non creative, dalle quali si deduce la minore portata della tutela rispetto a quella più ampia e solida prevista per le fotografie creative.

§ 88, legge 633/1941

Nell' articolo 88 si precisa che, nel caso in cui le fotografie siano realizzate nell’ambito di un contratto di lavoro subordinato o anche di committenza, entro i limiti dell’oggetto e delle finalità del contratto, il diritto esclusivo tendenzialmente competerà al datore di lavoro o al committente.

§ 91, comma 1, legge 633/1941

L' articolo 91 stabilisce che non è considerata abusiva la riproduzione di fotografie che non riportino il nome del fotografo e l’anno della realizzazione.

Come distinguere tra foto creative e foto non creative?

Opera fotografica con carattere creativo
 
Un’opera fotografica dell’artista Brigitte Niedermair: The Last Supper, Parigi, 2004/2005 fotografa: Brigitte Niedermair, Campagna pubblicitaria M+F Girbaud – © Brigitte Niedermair, per gentile concessione della titolare dei diritti
Ma come distinguere se vi sia o meno carattere creativo? Chi può dire l’ultima parola a riguardo?

La risposta a questi interrogativi può essere facilmente comprensibile per chi ha una formazione giuridica ma può disorientare chi invece proviene da background diversi. Atteso che il diritto non è una scienza perfetta, diciamo subito che non è possibile stabilire a priori e con assoluta certezza se una fotografia sia creativa o se non lo sia. E l’ultima parola, se così si può dire, verrà detta solo dal giudice qualora emergesse una diatriba giudiziale sulla portata dei diritti di tutela sulla singola immagine. In quel caso quindi il giudice e le parti incaricheranno dei periti (esperti di fotografia, di storia dell’arte, di design) e si arriverà a una decisione sul livello di creatività. Fino a quel momento possiamo solo procedere per supposizioni, rifacendoci alle indicazioni fornite nei decenni dalla giurisprudenza (cioè dalle decisioni delle corti più autorevoli) e dalla dottrina giuridica (cioè gli articoli e le opinioni degli studiosi della materia). La questione è quindi estremamente complessa ed è difficilissimo sintetizzarla in poche righe.
 
 Possiamo però parafrasare il sempre utile commentario di Ubertazzi (CEDAM, 2012) dove si legge:

“La creatività viene individuata nell’originalità dell’inquadratura, nell’impostazione dell’immagine, nella capacità di evocare suggestioni che trascendono il comune aspetto della realtà raffigurata, in generale nell’impronta personale dell’autore”.

Dunque non è per nulla una questione di perizia tecnica, di esperienza o di bravura del fotografo, come si potrebbe ingenuamente pensare. “Anche le fotografie non creative possono infatti rivelare elevata professionalità nell’inquadratura e nella capacità di cogliere in maniera efficace il soggetto fotografato, senza tuttavia assurgere ad originale interpretazione personale dell’autore.”
 

Le fotografie di mera natura documentale

Vi sono comunque alcuni casi abbastanza chiari, in cui non vi è dubbio che le fotografie siano prive di carattere creativo. Un classico esempio è quello delle foto scattate con qualche sistema automatizzato: pensiamo alle foto aeree scattate per documentare talune aree geografiche e per realizzare delle mappe; in quel caso meno le foto sono creative meglio è, poiché il loro scopo è quello di riprodurre asetticamente la realtà. Un altro caso abbastanza classico e su cui non vi possono essere molti dubbi sulla carenza di creatività è rappresentato dalle foto realizzate per documentare degli scavi archeologici o l’evoluzione di un cantiere oppure la dinamica di un incidente stradale.
 
I testi di questo corso di formazione online prendono spunto dagli articoli realizzati da diversi autori per i manuali dedicati ai rispettivi argomenti (pubblicati in Rete sul sito https://www.lichtbild-argentovivo.eu e usciti con la licenza CC BY 4.0). I testi dei manuali sono stati adattati dagli operatori del progetto Argentovivo per renderli fruibili nell’ambito di un corso online.