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Storia della fotografia in Tirolo

Storia della fotografia in Tirolo

Gli esordi della fotografia in Tirolo e i suoi pionieri

1839 – Nascita ufficiale della fotografia

La storia della fotografia – com’è noto – inizia con la dagherrotipia. Il procedimento fu acquisito nel 1839 dallo Stato francese e messo a disposizione della collettività per essere liberamente utilizzato. Passarono però alcuni anni prima che la popolazione del Tirolo venisse a conoscenza di questa sensazionale scoperta.
Un successivo sviluppo della dagherrotipia per merito dell’inglese William Henry Fox Talbot (1841) rese possibile la stampa di più copie positive su carta salata partendo da un’unica ripresa su negativo.

I pionieri della fotografia nel Tirolo

Ritratto di un uomo, probabilmente il fotografo stesso, 1854; fotografo: Joseph Mühlmann, collezione privata; CC BY 4.0
Ritratto di un uomo, probabilmente il fotografo stesso, 1854 fotografo: Joseph Mühlmann, collezione privata, CC BY 4.0
Impalcatura per la costruzione della ferrovia presso il Schlossberg di Matrei al Brennero, giugno 1866 fotografo: Carl Alexander Czichna, Collezione C. A. Czichna – TAP, CC BY 4.0

1854 – Joseph Mühlmann, il primo fotografo tirolese

 Joseph Mühlmann (1805–1865)
Questa tecnica positivo-negativo fu utilizzata anche dal fotografo Joseph Mühlmann, originario di Campo Tures e diventato famoso all’epoca. Per la prima volta, grazie alle sue produzioni fotografiche, ci si pose la questione riguardo allo stretto rapporto esistente tra la pittura, la grafica e la fotografia come nuovo mezzo di espressione artistica. Mühlmann aveva frequentato l’Accademia delle Belle Arti a Monaco di Baviera, ma più che dalla pittura rimase affascinato dalla fotografia. E non fu il solo.
Georg Wachter (1809–1863)
Per Georg Wachter di Hall in Tirol, il ritratto pittorico mantenne tuttavia un’importanza primaria.
Carl Alexander Czichna (1807–1867) 
Carl Alexander Czichna di Innsbruck si occupò di arte grafica e fondò nel 1841 un istituto litografico, ampliandolo successivamente con uno studio fotografico. Una sua preziosa testimonianza fotografica riguarda la documentazione della costruzione della linea ferroviaria del Brennero tra il 1864 e il 1867.

1861 – C. A. Czichna inaugura il suo studio fotografico a Innsbruck.

Anche i primi fotografi della val Pusteria, così come Georg Egger di Lienz e Johann Unterrainer di Windisch-Matrei, si caratterizzano per il loro stretto rapporto con la
pittura.

1865 – Georg Egger è il primo fotografo attivo a Lienz.

Georg Egger
Ritratto di un pioniere della fotografia nel Tirolo storico
 
 

1872 – Johann Unterrainer inaugura il suo studio fotografico per la fotografia di paesaggi (“Photographische  Anstalt für Landschafts-Bilder”).

Johann Unterrainer  (1848–1912)
Unterrainer interruppe i suoi studi artistici a Graz e si stabilì a Matrei, divenuta nel tempo una località turistica assai frequentata della valle dell’Isel. Nel 1872, probabilmente spinto dalle ottime prospettive lavorative, decise di aprire il suo atelier fotografico denominandolo “Photographische Anstalt für Landschafts-Bilder", uno studio fotografico per fotografie di paesaggio. Unterrainer realizzò una serie di fotografie del Großvenediger e del Großglockner riconosciute e ammirate a livello internazionale e può pertanto essere considerato un pioniere della fotografia di montagna.
 

1866 – Norbert Pfretzschner inventa il procedimento al collodio secco.

Norbert Pfretzschner (1817–1905)
L’invenzione della lastra di vetro al collodio secco fu un grande passo in avanti. In merito va citato il tirolese Norbert Pfretzschner di Jenbach. Medico di professione, si avvicinò alla fotografia da un punto di vista naturalistico, occupandosi con dedizione dei procedimenti chimici. I suoi studi lo portarono a inventare la lastra di vetro al collodio secco, per la quale fu premiato nel 1869 ad Amburgo. Tuttavia Pfretzschner non si curò minimamente di rendere commerciabile la sua invenzione e di immetterla sul mercato. Fu, quindi, il medico londinese Richard Leach Maddox l’inventore ufficiale della lastra di vetro al collodio secco. Da un lato questo tipo di supporto semplificò notevolmente la lavorazione in camera oscura e dall’altro ebbe complessivamente un grande impatto sull’utilizzo della fotografia.
 
I testi di questo corso di formazione online prendono spunto dagli articoli realizzati da diversi autori per i manuali dedicati ai rispettivi argomenti (pubblicati in Rete sul sito https://www.lichtbild-argentovivo.eu e usciti con la licenza CC BY 4.0). I testi dei manuali sono stati adattati dagli operatori del progetto Argentovivo per renderli fruibili nell’ambito di un corso online.